2026, Showroom Arredo3 Milano

Progetto: Showroom Milano

Cliente: Arredo3

Anno: 2026

Continuità, non sovrapposizione

Nel cuore di Brera, in via Solferino a Milano, Amaranto Studio ha curato il rinnovamento dello showroom Arredo3, progetto destinato a diventare riferimento per i futuri showroom del brand in Italia. Il progetto nasce dalla volontà di lavorare per continuità e non per sovrapposizione, valorizzando l’identità architettonica esistente e accompagnando Arredo3 verso una nuova fase espressiva, sensoriale e riconoscibile. Lo spazio si colloca all’interno di un edificio progettato da Vico Magistretti: un aspetto interpretato non come vincolo formale, ma come responsabilità progettuale.

Scucire per rivelare

L’intervento non introduce un linguaggio estraneo, ma lavora per rivelazione. Alcuni interventi stratificati nel tempo avevano reso meno leggibili certe relazioni architettoniche: il progetto ha quindi previsto di “scucire” alcune parti, riportando in evidenza passaggi, allineamenti e proporzioni già presenti nel disegno originario. Il risultato è uno spazio più leggibile, fluido e contemporaneo, dove l’architettura torna a essere protagonista silenziosa. Gli spazi riattivati non sono stati caricati di funzioni invasive, ma interpretati come soglie, luoghi di attraversamento e pausa visiva. In questi punti il progetto introduce una selezione misurata di complementi e oggetti che dialogano con l’architettura e con il progetto cucina, costruendo piccole sequenze narrative lungo il percorso.

Dal palcoscenico urbano al teatro domestico

Lo showroom viene reinterpretato come un “teatro domestico”, uno spazio in cui cucina, materia e architettura costruiscono un’esperienza immersiva e sensoriale.

Valorizzazione espositiva delle cucine

La valorizzazione espositiva delle cucine non avviene come semplice successione commerciale di prodotti, ma attraverso una sequenza narrativa capace di mettere in evidenza caratteri, atmosfere e relazioni tra gli ambienti. Ogni composizione dialoga con il contesto architettonico che la ospita, costruendo differenti scenari abitativi all’interno di un unico racconto progettuale. La cucina non viene quindi presentata come elemento isolato, ma come parte di una più ampia esperienza domestica e relazionale.

Una scala, due livelli, un unico spazio

Elemento centrale del progetto è la grande scala di collegamento tra piano terra e piano interrato, avvolta da un elemento ligneo continuo e semicurvo.

Continuità architettonica tra piano terra e interrato

Questo dispositivo architettonico nasce con il duplice obiettivo di creare continuità spaziale tra i due livelli e trasformare il collegamento verticale in un elemento identitario del progetto. Il rivestimento ligneo accompagna il visitatore lungo il percorso, ammorbidisce la percezione dello spazio e costruisce una relazione fluida tra sopra e sotto, tra esposizione e attraversamento.

Materia, luce, atmosfera

Il progetto lavora su una palette materica fatta di superfici continue, vetri retroilluminati, ceramiche riflettenti, metalli, tessuti e legni naturali.

Materiali e percezione sensoriale

Il cedro introduce anche una dimensione olfattiva naturale, contribuendo a costruire un’atmosfera raccolta e contemporanea. La luce non è mai scenografica, ma calibrata e diffusa, pensata per accompagnare l’esperienza e rendere lo spazio abitabile nel tempo. Il bancone d’ingresso è concepito come un vero e proprio dispositivo identitario, mentre l’inserimento di elementi della collezione di Vico Magistretti non avviene per citazione, ma per continuità di pensiero.

Fuorisalone 2026 | Lo spazio come relazione

In occasione del Fuorisalone 2026, il progetto si estende all’esterno con un’installazione architettonica temporanea collocata negli spazi antistanti lo showroom e concepita come spazio abitato e di relazione. L’installazione non è pensata come oggetto da osservare, ma come soglia esterna che anticipa l’esperienza dello showroom. Uno spazio da attraversare, sostare e condividere.

Credits progetto

Progetto architettonico e direzione lavori Amarantostudio Antonio Visentin e Marianna Porcellato Porvett Creative direction Marianna Porcellato Porvett Styling e material concept Marianna Porcellato Porvett Ceramica custom Design e creative direction: Marianna Porcellato Porvett In collaborazione con BottegaNove Rete metallica custom Design e creative direction: Marianna Porcellato Porvett In collaborazione con Emboss

amarantostudio

Via Callalta, 24 - 31037 Loria (TV) - IT info@amarantostudio.com +39 392 2973307

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